ANTIGONE QUARTET CONCERTO

una lettura in musica
elaborazione drammaturgica, regia e interpretazione Elena Bucci e Marco Sgrosso

musiche originali eseguite dal vivo al violino e alle tastiere Dimitri Sillato - cura e drammaturgia del suono Raffaele Bassetti - assistente all'allestimento Nicoletta Fabbri
produzione Le Belle Bandiere con il sostegno di Regione Emilia-Romagna e Comune di Russi

debutto: 12 luglio 2011, Museo Archeologico Polveriera Guzman, Orbetello (GR)


Grande tragedia di contrasti, l’Antigone di Sofocle ci ha colpito per la straordinaria chiarezza con la quale affronta un tema antichissimo ma di sconcertante attualità, messa in risalto dalla potenza di una lingua lontana e tuttavia capace di attraversare i secoli, le mode, i mutamenti effimeri, senza nulla perdere del suo splendore che non sembra aspettare altro che la musica.
Entriamo nel mondo della tragedia greca guidati dal fascino del suo mistero, delle rovine dei templi e delle città, delle domande che suscita, che, pur in altri scenari, sono le stesse che agitano il presente: perché i fratelli lottano per il potere? Cosa significa diventare re, come lo diventa Creonte, senza averne le qualità? 
È legittimo che, per difendere lo stato e le sue leggi, limiti il sentimento di pietas di Antigone verso il fratello, che forse è il sentimento di tutto il popolo? quanto rischia di avvicinarsi alla tirannia? La determinazione di Antigone nel rischiare la vita per dare sepoltura al fratello è follia? L’amore per la vita di Ismene è viltà? Ha ragione Creonte che si affida agli editti e condanna a morte Antigone o il figlio Emone, che lo induce ad ascoltare la voce del popolo e quella della comprensione delle ragioni degli altri? Partiamo dal testo di Sofocle, con inserti delle più recenti riscritture della tragedia che testimoniano della forza di un mito che ha continuato ad ispirare pensatori e artisti.
Questa edizione – a cui si è ispirato lo spettacolo ‘Antigone ovvero una strategia del rito’ prodotto con il Centro Teatrale Bresciano – viene affidata ai due protagonisti, Antigone e Creonte, che di volta in volta diventano anche cantori che danno voce a tutti gli altri personaggi: raccontano con rinnovato stupore l’antica storia della lotta tra due fratelli per la supremazia, della sepoltura di Eteocle traditore contro la legge del nuovo re Creonte per mano della sorella Antigone disobbediente in nome della pietà. Ritroviamo la dolce Ismene che vuole dissuadere l’irriducibile sorella dalla pericolosa azione contro lo stato, il fidanzato Emone che affronta con lucida passione il padre Creonte per difendere l’amata e le ragioni del popolo, le guardie impaurite e attonite, il saggio, furioso veggente Tiresia, il coro che osserva, discute, approva, disapprova. Anche senza saperlo, sono tutti in cerca della saggezza, la chiave dell’umana felicità.
Registrazioni, musica elettronica e suono ai sensori si miscelano alle parole e sorreggono, provocano, contrastano le azioni, aiutando il salto verso una commistione contemporanea dei diversi codici linguistici della musica, del teatro e della danza. La lingua accoglie le suggestioni dei dialetti romagnoli e napoletani.
Antigone è stata un vessillo di molti cambiamenti, lotte, nuove visioni, ribellioni ad un potere rigido e oppressivo. Ci pare che, in questo presente, questa storia sempre viva possa alludere anche alla necessità di interrogarsi su cosa siano le buone leggi, su quanto debbano abbracciare la complessità delle relazioni umane, su quanto sia importante fare tesoro delle tradizioni senza che diventino però una prigione, su come uno slancio coraggioso fino alla morte possa cancellare contrasti e inimicizie fino a portare un intero popolo ad una nuova e più ampia comprensione. Ritroviamo in Antigone un pensiero caro e desueto: nessuno può togliere la libertà di rinunciare a tutto, anche alla vita, per difendere un credo, un'idea, un’utopia. 
Il teatro garantisce la sopravvivenza di un rito collettivo attraverso il quale la comunità si ritrova a sentire e a pensare insieme, ad interrogarsi attraverso sollecitazioni non soltanto intellettuali o filosofiche, ma anche fisiche ed emotive: diventa così entusiasmante ritrovare queste parole come accadeva un tempo, in un luogo della natura, alla luce del tramonto, nel mutevole trascolorare dal giorno alla notte.
La tessitura del suono avvolge e racconta, come se fossimo presenti alla veglia per Antigone, alla veglia per il corpo di Polinice e a quella per molti altri insepolti che chiedono di non essere dimenticati, alla veglia per una nostra antica identità che vuole essere ritrovata.


 
foto Luigi Tazzari