COSA DIRE DI ME, MODESTISSIMA ATTRICE

cronache, confessioni e memorie di e su Teresa Franchini

lettura scenica di e con Nicoletta Fabbri

progetto a cura della Biblioteca Antonio Baldini di Santarcangelo di Romagna
in collaborazione con Le belle bandiere 

nell’ambito del programma “Me a sò la Sina - vita e opere dell’attrice Teresa Franchini a 50 anni dalla scomparsa (1877-1972)”

19 settembre 2022, ore 21 - Biblioteca Baldini,  Santarcangelo di Romagna (RN)
___

Assetata di arte, poesia e bellezza, Teresa Franchini pare attraversare come una stella cometa i palcoscenici della fine dell’ottocento e dei primi decenni del novecento. Il pubblico gioisce al suo nome, la critica individua la sua originale e singolare modernità, in poco tempo è riconosciuta come una delle migliori interpreti del repertorio teatrale dannunziano.
Teresa non discende dalle famiglie teatrali dell’epoca, è una delle prime attrici nate in una scuola e si conquista il suo posto fra le stelle attraverso uno studio meticoloso e una vocazione tenace. Teresina ha nel sangue la Romagna e vi torna in tutte le stagioni della vita, dice ai suoi compaesani ‘me a sò la Sina’.
Nelle sue memorie passa in rassegna buona parte della vita che ha dedicato all’arte, quasi divertita dai suoi stessi racconti, ma come spesso accade è forse nelle lacune e nelle zone d’ombra della storiografia che si svela l’anima inquieta, incantata, coraggiosa e risoluta di una giovanissima attrice che dalla scuola del convento di un piccolo paese ascende in un batter d’ali alle vette dei palcoscenici nazionali e compie un arco luminoso tanto breve quanto intenso, interrompendo molto presto la sua brillante carriera.
Quell’anima racconta di una perseverante ricerca d’arte che non si esaurisce nemmeno negli anni dell’insegnamento e delle partecipazioni in cinema e in radio. Racconta il mondo degli attori di un tempo che volge al termine col suo fascino e le sue spine e s’indirizza verso un nuovo modo di concepire e praticare l’arte del teatro. Racconta anche del temuto oblio in cui cadono i grandi artisti un tempo osannati e subito dopo dimenticati.
Teresa se n’è andata il 10 agosto di cinquant’anni fa, come una stella cadente.
Provo a ricordarla con lo stesso calore del suo pubblico, con lo stesso amore dei suoi allievi, con lo stesso affetto dei concittadini che hanno avuto la fortuna di conoscerla e ammirarla. (NF)

grazie a
Simona Lombardini, Pierangelo Fontana, Eugenio Tontini per l’impegno, la passione e per avermi dato fiducia
Silvia Crociati per avermi aiutato ad orientarmi nel Fondo Teresa Franchini
Elena Bucci per aver ascoltato il testo e per tutto quello che mi trasmette ogni giorno
Pier Paolo Paolizzi detto Spigolo perché è il compagno che c’è sempre
Pino Zangoli per i suoi bellissimi racconti
Fabio Biondi per essere stato il primo a invitarmi a studiare Teresa Franchini

recensione Corriere Romagna