GLI OCCHI DEI MATTI

da "L'idiota" di F. Dostoevskji
di e con Elena Bucci e Marco Sgrosso

collaborazione tecnica Cinzia Damassa - voce registrata e traduzioni Giovanna Farinola - fotografie di scena Andrea de Luca

grazie a Mario Giorgi, Virginio Patuelli, Claudio Persiani, Angelo Sintini, Elena Zauli
una produzione Le Belle Bandiere

debutto: 30 settembre 1993, Teatro Jolly, Russi (RA)

Capita che ci si innamori di un libro
e che questo amore trasformi lo sguardo sulle cose
riveli immagini
e muti il senso delle domande fondamentali

così per noi - solo due - di fronte a "L'idiota"
al sentimento di 'compassione' che emana
al fascino dei suoi personaggi matti
scoordinati rispetto al mondo
fuori dai binari.

«... senti... dei passi... li senti?
sì... sì...sì...
qualcuno sta camminando...
sì...
dobbiamo chiudere la porta...
sì...
chiudiamo...»

Ci perdiamo nella sospensione misteriosa
che segue atti violenti
in scena due sedie - treni salotti
il cappello di Rogozin e l'ombra del suo coltello
l'abito nunziale di Aglaja Ivanovna
la luce - il bianco
la chiacchiera di chi giudica e si impiccia
la valigia - un gancio da macellaio.

La sfida di Nastassja Filippovna scandisce
- dolente - fughe e ritorni
- deflagra - ridicola - l'innocenza del principe Myskin
nella danza le molte voci diventano una.

"L'idiota" è - per noi -
anche una corsa verso una tragedia che libera.

«passate oltre senza badare a noi, e perdonateci la nostra felicità»