LA GIOIA NEL PASSO
ricerca drammaturgica e interpretazione Elena Bucci
drammaturgia sonora Raffaele Bassetti
produzione Le belle bandiere
con il sostegno di Regione Emilia-Romagna e Comune di Russi
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Racconto di alcune donne italiane che, solo qualche decennio fa, si sono trovate al centro della storia, fra guerre, dittature, cambiamenti epocali come il diritto al voto per tutti, la creazione della Costituzione italiana, il passaggio da monarchia a repubblica. Con la gioia nel passo, sono state capaci di dialogare tra loro superando le differenze di censo, ideologia, religione, cultura e provenienza, per creare progetti innovativi che gli uomini non avrebbero potuto concepire e che salvaguardano ancora oggi il bene di tutti. Alcune sono passate sotto silenzio, forse perché consideravano normali le loro azioni coraggiose o forse perché erano donne, altre hanno lasciato un segno, ma se ne parla poco. Forse le conquiste di ieri rischiano di sembrare scontate? Ci si sta forse rassegnando ad un chiuso conformismo, mentre sale una nuova onda di violenza che mortifica i diritti di uomini e donne? Per ricordare e ringraziare, torno a quegli anni, ne ritrovo le emozioni, la forza del pensiero, l’energia rivoluzionaria.
Scheda completa
Cerco nei movimenti della grande storia e negli ultimi decenni di vicende italiane, i tenaci e coraggiosi percorsi di alcune donne che, fra guerre, dittature e cambiamenti epocali, hanno aperto la via ad una sempre maggiore libertà di scelta, contribuendo alla conquista del diritto al voto per tutti, alla creazione della Costituzione italiana, al passaggio da monarchia a repubblica.
Con la gioia nel passo, sono state capaci di dialogare tra loro superando le differenze di censo, ideologia, religione, cultura e provenienza, per creare proposte innovative che gli uomini non avrebbero potuto concepire e che salvaguardano ancora oggi il bene di tutti.
Non vorrei contribuire a mantenere divisioni e categorie, ma sottolineare come, proprio per la loro condizione di subordinazione e inferiorità, le donne abbiano spesso manifestato una capacità di reazione e di lotta con originalissime caratteristiche.
Affido la voce principale a Tosca, una donna che, partita da un piccolo paese dell’Emilia Romagna, si è ritrovata partigiana a Roma e ha vissuto i grandi cambiamenti di quegli anni. Raccontando di lei allargo lo sguardo a tante altre donne battagliere e inquiete che attraverso la scrittura e l’impegno culturale e politico hanno cambiato la storia e hanno contribuito a fare esplodere una rivoluzione tra ombra e luce che non si ferma. Si alternano le voci di scrittrici e intellettuali famose a quelle di donne sconosciute che potrebbero essere vissute davvero o solo immaginate.
Alcune sono passate sotto silenzio, forse perché consideravano normali le loro azioni coraggiose o forse perché erano donne, altre hanno lasciato un segno, ma se ne parla poco.
Le azioni e il pensiero delle donne - per questioni storiche, sociali, politiche e di costume - sono rimasti spesso in ombra.
Dove ha origine il silenzio di tante donne nel passato e nel presente?
Come mai tante figure luminose sono dimenticate? Quale catastrofe è accaduta in questo periodo di pace apparente?
Attraverso la tessitura di molte voci cerco di capire cosa significò uscire dalla seconda guerra mondiale e affrontare di nuovo antichi pregiudizi maschili che sembravano essere stati superati nel corso di una battaglia comune in nome di grandi ideali. Rivivo le emozioni legate alla lotta per ottenere il voto per tutti e cerco di ritrovare la forza di coesione che portò donne di culture e idee diverse ad unirsi per contribuire a scrivere la Costituzione facendo valere un punto di vista femminile che portava alla luce aspirazioni, desideri e innovative soluzioni che avevano quasi l’aspetto di una pacifica, ma ferma rivoluzione dei costumi e del modo di pensare.
Dopo molti anni di sottomissione, silenzio e cura, le donne riuscirono a delineare con chiarezza le necessità di una società in evoluzione, intuendo problematiche che sono tutt’ora al centro dei dibattiti sociali e politici. Questo processo si inscrive nel corso di quel profondo cambiamento del paesaggio, della società, dell'economia che ha lacerato la continuità con il passato favorendo libertà ed emancipazione, ma generando anche una dolorosa perdita di saperi e memoria.
Nonostante siano passati pochi decenni, ci sono donne e uomini che oggi non votano, dando quasi per scontato quel diritto conquistato con tanta fatica. Non ci hanno mai creduto o hanno smesso di crederci, a causa di un sentimento di lontananza verso una politica a volte corrotta, a volte distratta. In nome degli errori di qualcuno non considerano l’impegno, il sacrificio, le lotte di chi, nel passato e nel presente, cerca di orientarsi, pur fra mille dubbi, fra giustizia ed errore, ideale e velleità, diritto e dovere, conformismo e consapevolezza, libertà e schiavitù.
Dove si è persa la memoria? Dove la fiducia nella politica?
Forse le conquiste di ieri rischiano di sembrare scontate? Ci si sta forse rassegnando ad un chiuso conformismo, mentre sale una nuova onda di violenza che mortifica i diritti di uomini e donne?
Per ricordare e ringraziare, torno a quegli anni, ne ritrovo le emozioni, la forza del pensiero, l’energia rivoluzionaria.
È una dedica alle ave che con segreta o manifesta gioia nel passo hanno contribuito ad infondere coraggio alle donne del passato, del presente e del futuro. Al racconto della storia si intreccia la speranza che un giorno si arrivi non solo alla parità di diritti e opportunità, ma anche alla possibilità reale di esprimere inedite visioni politiche e culturali che dispongano ad una nuova visione dei rapporti di potere, degli equilibri nelle relazioni, della politica, dell’arte, della cultura.
Anna Garofalo, giornalista e scrittrice, così commentava l'appuntamento alle urne:
“Lunghissima attesa davanti ai seggi elettorali. Sembra di essere tornate alle code per l'acqua, per i generi razionati. Abbiamo tutti nel petto un vuoto da giorni d'esame, ripassiamo mentalmente la lezione: quel simbolo, quel segno, una crocetta accanto a quel nome. Stringiamo le schede come biglietti d'amore. Si vedono molti sgabelli pieghevoli infilati al braccio di donne timorose di stancarsi e molte tasche gonfie per il pacchetto della colazione. Le conversazioni che nascono tra uomini e donne hanno un tono diverso, alla pari.”