Onora il padre e la madre
il ciclo di Micene e il ciclo di Tebe
Il teatro non è una scienza esatta e l'esperienza mi ha insegnato a diffidare di formule valide per tutti. L’attore porge allo spettatore il suo vissuto ed il suo pensiero.
Non credo pertanto a un metodo di insegnamento ‘universale’: la ricchezza creativa di un attore consiste nella messa a fuoco della sua individualità specifica e la sua formazione avviene attraverso un percorso progressivo di conoscenze, una rielaborazione costante degli stimoli raccolti che porta all’autoconsapevolezza e ad una scelta di stile.
Penso che sia importante evitare il rischio di imitare modelli sterili ed essere capaci di selezionare, tra le indicazioni suggerite, quelle più pertinenti alla propria natura, saper ‘personalizzare’ la trasmissione di ogni esperienza.
Il lavoro che proporrò in questo percorso per la costruzione del personaggio cercherà perciò di stimolare l’apporto individuale di ogni allievo-attore.
Per questa ennesima avventura con gli allievi del Cimes, la scelta è caduta sulla Tragedia Greca, per la quale ho sempre nutrito un’adesione viscerale.
Eschilo, Sofocle ed Euripide ci hanno lasciato parole tra le più belle che siano mai state scritte, parole che descrivono immagini, sentimenti e visioni di una potenza così assoluta e al tempo stesso così limpida da durare intatte attraverso i secoli.
E la ragione è semplice: parlano dell’uomo.
Nell’affascinante, vastissimo universo dei miti e dei relativi mitemi che affollano il mondo greco delle tragedie – dovendo necessariamente selezionare un argomento da affrontare come tema delle lezioni da svolgere nel corso di questo fulmineo laboratorio – ho infine scelto di lavorare sul “ciclo di Tebe” e sul “ciclo di Micene”.
Mi piace l’idea che tutti i giovani allievi possano confrontarsi con uno dei “mastodontici” personaggi - Agamennone o Clitennestra, Edipo o Giocasta, Oreste ed Elettra, Antigone e Ifigenia, Egisto, Creonte, Ismene e Crisotemi, Eteocle e Polinice, Cassandra, Tiresia, Pilade e Menelao, Emone, Teseo, Apollo o uno dei meravigliosi Messaggeri – per provare a lasciarsi attraversare dalle sue motivazioni.
I grandi ritratti che ci sono stati tramandati dai Tragici Greci sono uomini e donne che in un certo senso sembrano quasi travalicare i propri contesti specifici per assurgere a 'modelli' universali.
Il lavoro che intendo svolgere con gli allievi-attori è una ricerca sul metodo di costruzione del personaggio, partendo appunto dalle ragioni “umane” di queste grandi figure.
Pur attingendo alle parole di pietra e di altissima poesia insieme delle opere, mi interessa poter indagare assieme agli allievi quali potrebbero essere stati i pensieri inconfessati di Agamennone e quanto può avere inciso sulla fredda vendetta che Clitennestra consuma sul consorte guerriero trionfatore l’offesa subita dal sacrificio di Ifigenia o l’adulterio consumato da lui con Cassandra, al punto da dover sacrificare il presunto amore portato agli altri suoi figli, la ribelle Elettra, la dolce Crisotemi e l’esiliato Oreste? E com’era la passione di Edipo per la sua sposa Giocasta prima di scoprire di aver giaciuto con la sua stessa madre e di avere assassinato suo padre?
O ancora come erano i giochi infantili di Eteocle e Polinice, fratelli nemici a morte nell’adolescenza, e delle loro diverse sorelle, Antigone e Ismene…
Così, in questo difficile ma spero affascinante percorso di ricerca, le parole offerte dalle opere stesse si complicheranno dell’apporto scaturito dalla fantasia degli stessi allievi-attori, chiamati ad ‘essere’ questi personaggi e a ‘confessarsi’ a noi osservatori, giudici certamente più pietosi che inflessibili…
Vorrei che “Onora il padre e la madre” fosse il modo in cui raccontare - attraverso le mitiche storie di madri e padri, figli, sorelle e fratelli che hanno attraversato l’esperienza dell’amore, dell’odio e dell’errore – che è necessario…”soffrire per comprendere”.
Il lavoro partirà da alcuni testi di riferimento, che nel corso del laboratorio potranno essere modificati per giungere a una “scrittura scenica” originale, forte dell’apporto individuale di ognuno dei partecipanti.
È quindi condizione indispensabile e obbligatoria per poter partecipare al laboratorio la lettura approfondita e la conoscenza delle seguenti tragedie:
- Eschilo: Agamennone – Coefore – Eumenidi – I sette a Tebe
- Sofocle: Elettra – Edipo Re – Edipo a Colono – Antigone
- Euripide: Oreste – Elettra – Ifigenia in Aulide – Le Fenicie
(Marco Sgrosso)