Regni notturni
con Camilla Bellani, Morena Cecchetti, Gaetano Colella, Maria Costantini, Stefano Cuzzocrea, Cinzia Dezi, Sara Di Fabrizio, Alexandra Dimou, Fabio Farnè, Rossella Fino, Elisa Fontana, Valentina Franchino, Dafne Niglio, Alberto Poli, Barbara Roganti, Giuseppe Traetta, Cinzia Vaccari, Mila Vanzini
al pianoforte Andrea Agostinivideo Claudio Persiani
«[...] In questo ricco percorso, abbiamo visto crescere e maturare il gruppo di lavoro, cercando di stimolarne l'autonomia di scelta e lasciando che si scontrasse con l'immensità e la vitalità dell'opera di Shakespeare, lasciando la libertà, seppur guidata, di scegliere personaggi e testi. Abbiamo tentato di far sperimentare ai partecipanti il 'vuoto' che prelude alla scelta e abbiamo cercato di sollecitare la consapevolezza dei limiti perché nascesse in loro la necessità di impadronirsi della tecnica come strumento di libertà. [...]
Lo scorso anno erano Guerrieri perché attenti, allenati a non dare nulla per scontato, a lottare guardando in faccia e dominando l'aggressività: guerrieri di pace abili a sventare le guerre future, pronti a capirne l'offesa e la violazione rispetto alla dignità di ogni essere umano. Nel lavoro di quest'anno, Regni notturni, il filo che ci guidava - la potente riflessione sul potere, sulla sopraffazione e sulle possibili libertà che attraversa tutta l'opera di Shakespeare - è diventato più luminoso e consapevole.
[...] I personaggi di Shakespeare ci hanno aiutato a scandagliare la nostra parte angelica e demoniaca: la nostra volontà di potenza e la connivenza con i meccanismi del potere, ma anche il richiamo della solidarietà e l'antico patto d'amore tra gli esseri umani. [...]
Abbiamo immaginato di evocare tutto il popolo sconosciuto che ha tramandato antiche storie oralmente, senza firmarle mai, quell'umanità ormai muta dalla quale scaturiscono le cristalline parole shakesperiane, tanto potenti da essere usate come energia archetipica.
Immersi nella notte senza sonno di Macbeth, nell'incubo di Riccardo III prima della battaglia, nella notte densa di pericolo e di premonizioni continuamente evocata dalle tragedie, i personaggi compiono la loro trasformazione, moltiplicando i propri echi, vivendo doppie nature, fino a brillare nella loro fertile nudità. Le scene emergono da questo mondo anarchico e povero, che si è scavato il proprio spazio di libertà tra le strette maglie del vivere sociale, fuori dalle regole del potere e del mercato.
L"'essere o non essere" diventa cosa di tutti, quasi un ballo con la morte, le streghe sono una passaggio collettivo nel soprannaturale, ed ogni personaggio deve fare i conti con un suo scomodo doppio che riflette, modifica e rende ambigua ogni azione, preservandoci dal rischio dello stereotipo.
La musica dal vivo diventa elemento importantissimo di stimolo, una presenza concreta in scena. Anch'essa, come noi, e secondo le regole del teatro, non è mai simile a se stessa, mai meccanica, ma si adatta alle mille variazioni della prova, diventando ora supporto ora vivace proposta che ci allontana dalla fissità e dal pregiudizio della mente.
Alla fine di questo viaggio, che avrà come ultimo passaggio lo spettacolo' vorremmo raccogliere i tanti materiali che ci hanno accompagnato, cercare un segno possibile che racconti questo percorso che tanto ci ha cambiato: noi che abbiamo guidato e le persone che hanno voluto rischiare [...]».