UOCCHIE CUNSACRATE

atipica sceneggiata napoletana d’argomento mistico-pastorale
di e con Marco Sgrosso

Lo spettacolo nasce da un esercizio di improvvisazione mimica e vocale, che ha per oggetto lo sdoppiamento immaginario dell’attore. Solo nella scena nuda, egli dà copro e voce alle immagini della fantasia: un pastore, l’apparizione della Vergine e i luoghi metafisici di un meridione inventato, senza precisa collocazione geografica, come denuncia l’uso di una lingua che nel dialetto napoletano non ha che uno spunto di partenza. Scene, personaggi e situazioni si materializzano per cenni in una narrazione ritmica e incalzante, che intreccia la nostalgia del racconto d’infanzia ai miti di una tradizione magico-folkloristica e rimanda alla figura del ciarlatano e imbonitore di piazza. La sacralità dell’argomento si contamina di un’ironia profana ma non sacrilega, perché riflette l’anima semplice di Ciro Esposito, figlio di un Sud un po’ da cartolina, che accorcia la distanza con l’Ignoto. Realtà e fantasia si confondono nello scontro tra il dubbio eterno della Fede e l’inesausta attesa del Miracolo, illuminando un paesaggio naif in cui prendono vita bimbe linguacciute, mogli agonizzanti e una Madonna fin troppo ‘genuina’, tra vento, pioggia e incubi notturni…

debutto: settembre 1987, Circolo Pavese, Bologna

foto Giorgio Canali