BIMBA

inseguendo Laura Betti
drammaturgia, regia e interpretazione Elena Bucci

luci Loredana Oddone - drammaturgia del suono Raffaele Bassetti - costumi Nomadea e Marta Benini - assistenti all’allestimento Nicoletta Fabbri, Federico Paino

 Le Belle Bandiere con il sostegno di Regione Emilia-Romagna, Provincia di Ravenna, Comune di Russi e in collaborazione con ATER Associazione Teatrale Emilia Romagna

si ringraziano: Cineteca di Bologna - Centro Studi Archivio Pier Paolo Pasolini di Bologna, Fondo Laura Betti per il prezioso lavoro di ricerca e documentazione e per la possibilità di consultare i materiali; Gabriele Trombetti per la gentile concessione di materiale fotografico, video e interviste; e tutti coloro che l'hanno conosciuta e hanno voluto raccontarmi di lei

debutto: 20 novembre 2015, Teatro Laura Betti, Casalecchio di Reno (BO)


Quando mi è stata offerta l'affascinante opportunità di preparare un evento per la scena intorno a Laura Betti, ho riscoperto una figura poliedrica, libera, vasta e affascinante, piena di contraddizioni come piace a me. Ho accumulato articoli di giornale, libri saggi, programmi di sala, interviste, materiale audio e video, le sue belle canzoni e i video dei suoi spettacoli, come quello con la regia di Mario Martone che documenta la sua 'Disperata vitalità'. Ho ritrovato la sua onirica autobiografia 'Teta Veleta', frase inventata da Pier Paolo Pasolini e da lei per definire il fascino della fame di vita e di piacere. Ho letto i suoi scritti e quelli di chi l'ha conosciuta, l'ha intervistata e di lei ha detto. Ho riletto, e non basta mai, Pasolini. Ho intonato un dialogo immaginario con lei, ho provato a conoscerla: mi insegna la libertà e tutti i suoi rischi, la generosità che disperde genio e talento, i modi di vivere l'arte di un'epoca che pare vicina ma è ormai lontanissima. Laura Betti ha il fascino che le personalità coraggiose e originali si portano intorno come un profumo o come l'odore delle belve e che diventa piano piano parola, canto, scena, luce, musica, danza, discorso ininterrotto con chi ci ha preceduto e chi ci seguirà. Vedo in lei una guerriera irriducibile i cui terribili capricci diventano atti di ribellione alla noia e al conformismo e vie di trasformazione del dolore.
Chi sei tu che mi guardi con l'aria di una bimba sempre diversa in ogni diversa fotografia? Imbronciata, sorridente, con aria di sfida, libera e dolorosa, repellente e seducente, giovane e antica, spaventata e piena di rabbia? Ti inseguo da immagine a immagine, imparando a memoria le tue parole attorcigliate, indagando indiscreta la tua vita, le tue amicizie, i tuoi amori, il tuo legame misterioso eppure così trasparente con Pier Paolo Pasolini, del quale sei diventata vestale. Basta guardarvi insieme nelle foto per avere l'illusione di esservi accanto, di comprendere e poi, subito dopo, non comprendere più nulla, come accade accanto alle persone libere. Sei stata famosissima e ora quasi dimenticata come spesso accade alle figure di talento vissute troppo vicino ai geni controversi dal destino infausto. Attratta dalla tua forza magnetica, nella quale mi specchio, non riesco a sottrarmi alle tue domande imperiose e al tuo volere e mi distraggo da ciò che dovrei fare per avventurarmi in sentieri pericolosi e mal documentati dalle carte.
Ti inseguo, ciao, addio, arrivederci, a presto. Bimba.



foto Gianni Zampaglione

 
 
 
foto iAnt